Parco eolico, dubbi su autorizzazioni

Nicosia. La Procura allarga l’inchiesta con un fascicolo per falso

Il procuratore Scavone ha incaricato il Corpo forestale di approfondire le
richieste di costruzione dell’impianto presentate dalla società «Aerochetto» alla Regione  Sicilia

NICOSIA. Si indaga per l’ipotesi di falso, nella vicenda del parco eolico Giunchetto, per il quale la Procura di Nicosia ha aperto un fascicolo di inchiesta per l’ipotesi iniziale di violazioni ambientali e inquinamento acustico. Dall’esame degli atti, progetti e documenti
sequestrati nei mesi scorsi all’assessorato regionale per l’Energia, comincerebbero a emergere alcuni aspetti poco chiari, sui quali ora si incentrerebbero le indagini.
Ad aprire il fascicolo nel novembre 2010 è stato il procuratore capo Fabio Scavone, a seguito di una denuncia presentata dai residenti della zona. Il procuratore ha conferito la delega delle indagini al nucleo di Pg del Corpo forestale, che ha esaminato una mole enorme di documenti relativi all’impianto realizzato dalla società «Aerochetto ».
Sembra ora che l’attenzione degli investigatori sia incentrata sul «Via«, il
documento di valutazione dell’impatto ambientale che potrebbe non essere
stato rilasciato dalla Regione alla stessa società costruttrice per la realizzazione
delle torri eoliche. Se questa ipotesi venisse confermata il parco eolico sarebbe stato costruito senza regolari autorizzazioni. Il decreto con il quale l’assessorato regionale Territorio e Ambiente ha autorizzato la realizzazione del parco Giunchetto si sarebbe in realtà basato su un “Via” che riguardava la costruzione di una strada di collegamento
tra diversi appezzamenti di terreno e non per innalzare gli aerogeneratori.
Se questa ipotesi, che si sta verificando dall’esame dei documenti e
delle diverse licenze venisse confermata, di fatto le torri eoliche sarebbero
state costruite senza avere ottenuto la Valutazione di impatto ambientale
e per di più su terreni espropriati o acquisiti dalla società illegittimamente,
perchè anche l’esproprio per pubblica utilità sarebbe stato rilasciato
dalla Regione per la costruzione della strada e non del parco eolico.
Gli aerogeneratori sarebbero stati, in questo caso costruiti e montati illegittimamente.
In sostanza se irregolarità sono state commesse, queste si sono giocate sull’interpretazione dei documenti autorizzativi rilasciati per un tipo di opera e poi utilizzati per
avallarne un’altra che, trattandosi di parco eolico che produce 30 megawatt
generati da 35 turbine, ha certamente un impatto ambientale ben
maggiore rispetto ad una strada interpoderale. È ovvio che se questa ipotesi
verrà avallata, si profilerebbero pesanti responsabilità da parte degli uffici
che hanno rilasciato le autorizzazioni e di quelli che hanno omesso di
controllare la regolarità di tutte le procedure. L’ipotesi per la quale la Procura procede
in aggiunta all’abuso di ufficio e danno ambientale è quella di falso.

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